14 dic 2021

Cinque buone pratiche per iniziare a ottimizzare un sito internet

Tempo di lettura: 5 minuti

Un sito internet può facilmente diventare la principale vetrina attraverso cui un’impresa si presenta al mondo. Per ottenere dei risultati concreti però è necessario mettere in atto una serie di buone pratiche che possano dare visibilità al nostro sito, portando pubblico e creando traffico.

Nel momento in cui andiamo a costruire il nostro sito, quindi, è opportuno stilare una strategia di marketing che vada a integrarsi e a potenziare le nostre azioni fuori dal web, progettando con attenzione e tenendo d’occhio costantemente gli obiettivi d’impresa. Per dare maggiore stabilità alle attività online, all’interno del quadro marketing va elaborata una specifica strategia SEO.

SEO: da dove iniziare?

La SEO (Search Engine Optimization) rappresenta un insieme di good practices in grado di rendere il nostro sito web il più appetibile possibile per Google e per i motori di ricerca in generale: riuscire a costruire un piano SEO efficace è tutt’altro che semplice e immediato, considerando che in certi casi i risultati dei nostri interventi non saranno visibili nel breve termine. Inoltre, non esiste una vera e propria formula magica della SEO perfetta, ma è bensì necessario accettare fin da subito il fatto che si potrà e si dovrà sbagliare, andando a tentativi, esplorando, correggendo e imparando dai propri errori.

Cinque buone pratiche per la SEO

È fondamentale però sapere da dove partire, orientandosi tra quelli che sono gli elementi base di una efficace strategia SEO. Questo vale ovviamente anche nel caso in cui si scelga di affidarsi a dei professionisti del settore: non si può infatti sperare che qualcuno realizzi per noi un piano di ottimizzazione del nostro sito senza che ci sia un nostro diretto coinvolgimento.

Quali sono quindi i punti di partenza per andare a costruire una strategia SEO per un sito web?

Ecco qui le 5 buone pratiche per una strategia SEO efficace.

1 – I Title Tag

Uno degli aspetti più importanti e al contempo trascurati dell’ottimizzazione on-page. Dopo la keyword research iniziale, indispensabile per poter strutturare la strategia SEO, andranno previsti i title tag, il cui principale scopo è quello di comunicare ai motori di ricerca l’argomento specifico di ogni pagina del sito. I title devono essere unici per ciascuna pagina e verranno mostrati in evidenza durante la ricerca organica di un utente.

Come si scrive un buon title tag? La struttura ideale di solito è “Parola Chiave Primaria – Parola Chiave Secondaria | Brand”. È opportuno mantenere la lunghezza dei title tag entro i 55 caratteri, spazi inclusi.

2 – Le Meta description

La funzione delle meta description è quella di rendere il più possibile attrattivo il nostro sito quando compare tra i risultati su un motore di ricerca. L’utente a quel punto deve poter leggere una breve descrizione che lo induca a cliccare sul risultato afferente al nostro sito: un messaggio accattivante, in grado di incuriosire, al cui interno siano state utilizzate keyword in maniera intelligente. L’aspetto più importante comunque resta la capacità di saper comunicare in maniera puntuale al pubblico l’argomento della pagina specifica.

Come si scrive una buona meta description? La lunghezza deve rientrare tra un minimo di 150 caratteri a un massimo di 160, spazi inclusi. Si deve cercare di limitare il più possibile l’utilizzo di meta descriprion duplicate, ricordandosi sempre di scriverle con l’intento di spingere il potenziale pubblico a cliccare sul nostro link.

3 – Header con parole chiave

I titoli, anche detti header, sono determinanti per aiutare l’indicizzazione dei nostri contenuti. I tag presenti negli H1 (header della pagina, il titolo che identifica il topic principale del contenuto) sono un fattore di enorme rilievo nel momento in cui garantiscono un ulteriore grado di profondità di comprensione dei nostri contenuti ai motori di ricerca. Questo non vale ovviamente solo per gli H1, ma anche per gli header specifici dei paragrafi e sottoparagrafi (H2 e H3).

Come si scrivono dei buoni tag header? L’aspetto più importante da tenere a mente è l’utilizzo mirato e naturale delle parole chiave specifiche del contenuto: questo vale per tutti i titoli presenti all’interno della pagina, sia quello principale ma anche per quelli relativi alle sezioni di testo.  

4 – I link interni

Un altro fattore determinante per il rafforzamento della SEO riguarda la creazione di un sistema di link interni strutturato e pensato. Sinteticamente, collegare tra loro le varie pagine e i vari contenuti del nostro sito con un link aiuterà gli utenti (e i bot dei motori di ricerca) nella navigazione del nostro sito, rendendola più snella e intuitiva. Rendendo più profonda e prolungata per il pubblico la navigazione tra le nostre pagine, offriremo un servizio migliore, permettendo ai motori di ricerca di comprendere il valore e la rilevanza delle nostre keyword.

Come fare una buona link building interna? Il primo elemento da tenere in considerazione riguarda la scelta delle parole chiave da utilizzare come anchor text: quali keyword e query sono migliori per rimandare ad altri contenuti del mio sito? L’obiettivo principale è offrire all’utente un’esperienza semplice ma al contempo profonda e di valore.

5 – Alt tag delle immagini.

Quando si parla di Alt Tag si intende sostanzialmente il nome di un’immagine. Ogni singola foto presente sul sito deve avere il suo tag appropriato e questo non soltanto per facilitare l’indicizzazione attraverso il motore di ricerca: tale indicatore, infatti, è fondamentale anche per l’accessibilità al contenuto, che in questo modo può essere letto anche da un lettore che interpreterà l’immagine.

Come scrivere dei buoni Alt Tag per le immagini? Sfruttiamo sempre le nostre parole chiave all’interno del nome, combinandole in modo tale che descrivano al meglio ciò che è rappresentato nella foto. È buona norma utilizzare il meno e non l’underscore tra le varie parole e, ovviamente, non inserire simboli non alfanumerici nei nomi.

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