Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: fino a #20.000 euro# per le PMI
17/09/2026

Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: fino a 20.000 euro per le PMI

Tempo di lettura: 5 minuti

Voucher Cloud e Cybersecurity: fino a 20.000 euro sul software che userai ogni giorno

Il Ministero delle Imprese mette 150 milioni di euro perché le PMI italiane comprino software in cloud e sicurezza informatica. Copre il 50% della spesa, fino a 20.000 euro, a fondo perduto. Su un piano da 40.000 euro, ne paghi la metà.

Le domande si compilano dal 20 ottobre e si inviano dal 10 novembre al 20 gennaio 2027, in ordine cronologico di arrivo e fino a esaurimento delle risorse.

C'è una condizione che non si può recuperare dopo, ed è quella che conviene sapere per prima: i servizi devono essere acquistati da un fornitore iscritto a un elenco del Ministero. Le iscrizioni si sono chiuse il 27 maggio 2026 e il decreto che ha definito l'elenco lo dichiara non modificabile.

Advinser è in quell'elenco. Se stai valutando un progetto, questa è la finestra.


Cosa copre, e la regola che decide tutto

Le categorie ammesse sono cinque: hardware di cybersecurity, software di cybersecurity, servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma, servizi cloud SaaS, e servizi di configurazione e supporto.

Dentro la categoria SaaS il decreto cita gestionali, ERP, CRM, contabilità, gestione del personale, CMS ed e-commerce. Il Ministero ha però chiarito una cosa importante: le categorie sono tassative, gli esempi al loro interno no. Un software non deve comparire per nome in quell'elenco, deve rientrare in una delle cinque categorie.

E qui sta la regola che separa i progetti finanziabili da quelli che non lo sono: conta come il software viene erogato, non cosa fa. In cloud, come servizio, rientra. Lo stesso identico software installato sui server aziendali non rientra da nessuna parte, perché l'unica categoria che ammette l'on-premise è quella della cybersecurity.

Due conseguenze pratiche. I servizi di configurazione e avviamento valgono al massimo il 30% del piano, quindi almeno il 70% deve essere il servizio cloud vero e proprio. E anche il software sviluppato su misura è ammissibile, purché erogato in SaaS.


Chi può chiederlo

PMI e lavoratori autonomi su tutto il territorio nazionale. Al momento della domanda servono un contratto di connettività da almeno 30 Mbps nominali in download, l'iscrizione al Registro delle imprese con stato attivo, il pieno esercizio dei propri diritti e la polizza contro le calamità naturali e gli eventi catastrofali, che è il requisito che sorprende di più perché non ha niente a che vedere con il digitale ed è comunque condizione di accesso.

Si presenta una sola domanda per soggetto, quindi il piano di spesa va pensato intero, non a pezzi.


Cosa puoi metterci dentro, lavorando con noi

I nostri prodotti sono tutti erogati in cloud, come servizio, ed è la condizione che la misura richiede. Sono anche i servizi che possiamo fornirti nell'ambito del voucher.

  • /.MES, per chi produce. Sapere cosa sta succedendo in reparto mentre succede: avanzamenti, fermi, tempi reali per commessa. È il sistema che smette di farti ricostruire a fine mese quello che è successo tre settimane fa.
  • /.QControl, per chi controlla la qualità. Piani di controllo, esiti registrati mentre si controlla, non conformità tracciate con il fornitore che le ha generate. Vale soprattutto per chi lavora con filiere lunghe e produzione esterna.
  • MainFlow, per chi fa assistenza e manutenzione. Interventi, planning, rapportini firmati sul posto dall'app, magazzino sui furgoni, scadenze di mezzi e patentini. Con la gestione F-GAS che prepara la comunicazione alla banca dati al posto tuo.
  • AiKITO, l'assistente AI dentro la piattaforma. Risponde alle domande di chi usa il software e prepara le operazioni, chiedendo conferma prima di salvare. È quello che fa smettere di arrivare all'assistenza le domande che non sono guasti.

Il voucher ne copre la metà. E l'avviamento, la configurazione e la formazione degli utenti rientrano nella categoria dei servizi, entro il tetto del 30% del piano.


Perché la scelta del fornitore è già stata fatta

Per iscriversi all'elenco non bastava candidarsi. Serviva essere abilitati dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, oppure dimostrare certificazioni precise per ogni categoria: ISO 9001 e ISO/IEC 27001 in tutti i casi, con in più la ISO/IEC 27017 o la CSA Star Level 2 per chi offre servizi cloud e SaaS. Valide e già possedute alla data della domanda, senza ammissioni provvisorie.

La finestra era aperta dal 4 marzo, prorogata al 27 maggio. Il 29 luglio il Ministero ha chiuso l'elenco e lo ha dichiarato non modificabile.

Vuol dire che un'azienda che vuole usare il voucher non sceglie il fornitore che preferisce: lo sceglie dentro quell'elenco. E vuol dire che molti fornitori bravi, su questo giro, sono fuori.

Vale anche il contrario, ed è la ragione per cui conviene muoversi adesso: le risorse sono 150 milioni, le domande entrano in istruttoria in ordine cronologico di presentazione, e il diritto all'agevolazione vale nei limiti di quello che resta. Presentare il 10 novembre o il 10 gennaio non è la stessa cosa.


Cosa invece non passa

Vale la pena saperlo prima di costruire un piano che verrebbe scartato.

  • Sostituire un servizio con uno equivalente a quello che già usi.
  • Aggiornare la versione di qualcosa che hai già, se l'aggiornamento non porta un miglioramento sostanziale, per esempio nuove funzioni di automazione o di intelligenza artificiale.
  • Estendere una licenza esistente o aggiungere postazioni e utenze.
  • Hardware generico: un server non è un dispositivo di cybersecurity.
  • Formazione a sé stante e consulenza pura, cioè analisi che non si traducono in un'implementazione.


Cosa fare adesso

Mancano poche settimane all'apertura, e il tempo serve tutto alla preparazione, non alla compilazione.

Prima cosa: decidi cosa ti serve davvero. Il piano di spesa si presenta una volta sola, e deve stare fra i 4.000 euro minimi e i 40.000 utili a prendere il contributo pieno. Conviene ragionare sull'insieme, non su un singolo modulo.

Seconda: verifica i requisiti formali. Connettività, stato dell'impresa e soprattutto la polizza catastrofale, che è quella che rischia di bloccare tutto il giorno della domanda.

Terza: prepara il preventivo con il fornitore. Il piano si costruisce sull'offerta, e l'offerta la fa chi è in elenco.

Parliamone adesso, non a novembre. Scrivici e guardiamo insieme cosa ti serve, cosa può entrare nel piano di spesa e come arrivare pronti al 10 novembre con il preventivo già in mano.

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Domande frequenti

Quanto vale il voucher cloud e cybersecurity?

Il 50% della spesa ammissibile a fondo perduto, fino a un massimo di 20.000 euro. La spesa minima del progetto è 4.000 euro, quindi il contributo pieno si raggiunge con un piano da 40.000 euro. È concesso in regime de minimis.

Un gestionale o un MES rientrano nel voucher?

Dipende da come vengono erogati, non da cosa fanno. In cloud, come servizio, rientrano nella categoria dei servizi SaaS. Installati sui server aziendali non sono ammissibili: l'unica categoria che ammette software on-premise è quella della cybersecurity.

Posso scegliere il fornitore che voglio?

No. I servizi devono essere acquistati da soggetti iscritti nell'elenco del Ministero, definito con decreto del 29 luglio 2026 e dichiarato non modificabile. Le iscrizioni si sono chiuse il 27 maggio 2026.

Quando si presenta la domanda?

La compilazione apre alle 12:00 del 20 ottobre 2026, l'invio alle 12:00 del 10 novembre 2026, e lo sportello chiude alle 12:00 del 20 gennaio 2027. Le domande entrano in istruttoria in ordine cronologico, nei limiti delle risorse disponibili.

Serve davvero la polizza catastrofale?

Sì, è uno dei requisiti di accesso previsti dal decreto per i beneficiari, insieme all'iscrizione al Registro delle imprese e al contratto di connettività da almeno 30 Mbps nominali.

Riferimenti: decreto ministeriale 18 luglio 2025 e decreti direttoriali 21 novembre 2025, 22 aprile 2026, 29 luglio 2026 e 4 agosto 2026, pubblicati sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Quello che leggi qui descrive il contenuto della misura: la domanda la presenta l'impresa, e la valutazione del caso specifico resta sua e del proprio consulente.